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“ L’Importanza del sangue del Cordone Ombelicale “
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Perché raccogliere il sangue del cordone ombelicale:
La sopravvivenza di molti pazienti affetti da leucemie, microcitemie ed altre gravi malattie del sangue, (ematologiche) dipende dalla possibilità di effettuare un trapianto di midollo osseo, questo per ricostruire il midollo danneggiato dalla malattia attraverso l’infusione di cellule (dette cellule staminali) capaci di generare globuli rossi, globuli bianche e piastrine elementi fondamentali del nostro sangue. Più di due terzi di questi pazienti, che necessitano di un trapianto, non hanno un donatore compatibile e, per loro, l’unica speranza di guarigione consiste nella possibilità di utilizzare cellule staminali ematopoietiche per ricostruire la funzionalità del midollo osseo. Il sangue del cordone ombelicale contiene un numero elevato di queste cellule staminali, questo da una grande possibilità di poterle utilizzare per i trapianti e dare una speranza di sopravvivenza a tutti questi malati.
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Come avviene la raccolta:
Il sangue del cordone ombelicale o placentare, considerato prodotto di scarto e destinato all’inceneritore, si può raccogliere dopo il parto, con una semplice procedura che non comporta nessun rischio né per la mamma né per il neonato. Dopo la nascita, quando il cordone ombelicale è già stato reciso, un operatore raccoglie in un’apposita sacca il sangue rimasto nel cordone ombelicale e nella placenta. La sacca, viene poi, trasportata nel Centro di raccolta dove avviene tutto il processo per la conservazione in appositi macchinari detti crio-congelatori.
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Cosa sono i Centri di raccolta di sangue placentare:
Per conservare adeguatamente il sangue placentare sono stati creati in tutto il mondo appositi centri chiamati anche Banca di sangue placentare. In Italia il primo centro “ Cord Blood Bank” è nato a Milano, presso l’Ospedale Maggiore Policlinico. Il progetto dell’Associazione Osidea prevede la realizzazione di un Centro attrezzato e fornito di tecnologie avanzate, che permetterà di conservare e fornire le sacche pronte per l’uso terapeutico, lo studio e la ricerca a beneficio dei malati. Un Centro specifico, aiuterebbe a diminuire in percentuali altissime la beta-talassemia ed altre emopatie genetiche, di cui in particolare la regione Sardegna, vanta purtroppo alte percentuali.
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Chi non può donare il sangue placentare:
Il sangue del cordone ombelicale, come il sangue, può trasmettere malattie virali ai riceventi, per cui, non è possibile accettare donatori che soffrano di patologie del sangue o che abbiano avuto comportamenti a rischio che possono portare trasmissione di patologie con il sangue, che siano portatori o siano portatori i loro familiari di malattie genetiche o ereditarie.
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Consenso alla donazione:
Per poter donare il sangue placentare è necessario sottoscrivere un modulo di consenso, il questionario anamnestico e fare un prelievo di sangue venoso per la verifica della compatibilità (tipizzazione HLA) e le verifiche di eventuali presenze di virus dell’epatite e dell’HIV. I dati del tipo di HLA della mamma e quello del neonato (rilevato tramite il sangue del cordone ombelicale ) saranno registrati nei registri ( www.rdco.org ) per conoscere la compatibilità con l’eventuale paziente da curare. Si può fare anche un’iscrizione come potenziale futura donatrice iscrivendosi al registro "Future Mamme Donatrici" richiedere tutta la documentazione informativa completa contattando lo Sportello InformaMamma.
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www.cordoneombelicale.it
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